domenica 24 novembre 2024
lunedì 18 novembre 2024
E' nata la Fondazione Giulia Cecchettin. Un impegno che ci coinvolge tutti
Un anno fa crollò ogni speranza. Il corpo di Giulia Cecchettin, la ragazza generosa e solare uccisa dal suo ex l'11 novembre, fu ritrovato. Non ripercorro i dettagli, ne parlano in troppi. Questa vicenda avrebbe dovuto spingere anche noi giornalisti ad adottare una maggiore sensibilità. E' giusto stare con il fiato sul collo di chi indaga, cercare notizie, ma poi bisogna imparare a scegliere che cosa pubblica e che cosa mandare in onda. C'è un modo che si inchina alla violenza, ne viene subito attirato e noi non dobbiamo offrire racconti a cui si può ispirare una mente alterata. Non bisogno indugiare sui gesti efferati. Che cambia? Le parole contano. Cambiare uno stile di scrittura è importante quanto l'educazione nelle scuole. Non è tacere. No. E' come si scrive. é come si parla.
Ecco che cosa ha ottenuto chi sperava di averla tutta per sé. Ora Giulia è di tutti.
Ho letto il libro di Gino Cecchettin, un viaggio nel suo dolore e nella speranza di ritrovare Giulia nell'impegno che ha spinto lui, la figlia Elena e il figlio Davide a creare la Fondazione Giulia Cecchettin (qui il link a cui collegarsi) per fare quello che avremmo dovuto fare da decenni.
Oggi 18 novembre a un anno da quel dolore, la fondazione intitolata a Giulia è stata presentata ufficialmente, alla Camera dei deputati (vedi qui). Nasce per fare innanzitutto formazione contro la violenza di genere, sostenere le vittime e andare nelle scuole.
Stefania De Bonis
domenica 23 giugno 2024
Napoli ha riabbracciato Renato Zero
Tra Renato e i napoletani c’è stato un lungo abbraccio per questo ritorno a Napoli, dopo 25 anni di assenza. Dopo anni in cui i fan lo hanno raggiunto a Roma o Eboli, finalmente l’hanno ospitato a casa. Renato è riuscito a esibirsi in piazza del Plebiscito, per due sere (quella del 21 giugno sol out in poche ore di prevendita) offrendo uno spaccato del suo repertorio, tanti successi e alcune nuove proposte tratte dal disco che ha dato nome al tour “Autoritratto”. Ma l’artista non si è solo raccontato, attraverso la musica ha anche duettato con artisti napoletani e ha offerto un finale a sorpresa che, se c’era ancora un napoletano da aggregare ai suoi sorcini, è riuscito a contagiarlo.
Partono le note e come non riconoscere “La favola mia", brano nato per i primi tour del cantautore romano, poi inciso nel 1978. Un bellissimo ritratto di Renato nato dalla penna di Franca Evangelisti, una delle paroliere che meglio sono entrate nell’anima dell’artista, in punta di piedi, a saccheggiarne tutta la poesia.venerdì 14 giugno 2024
Chi si rivede in piazza del Plebiscito: Renato Zero!!!
Ci siamo. Dopo tanti anni in cui chi ama le sue canzoni ha seguito i suoi concerti a Roma e a Eboli, Renato Zero torna a Napoli, in piazza del Plebiscito, il 21 e 22 giugno, (la prima serata sold out in pochi giorni) con il concerto "Autoritratto", stesso titolo del recente lavoro discografico pubblicato lo scorso dicembre. Alcune date estive e poi a ottobre il tour dei concerti evento proseguirà.
S'inizierà alle 21 con una scaletta che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) essere simile a quella dei concerti della scorsa primavera che pure di sera in sera presentavano sorprese e novità. Non mancherà qualche canzone entrata nel cuore di più di una generazione, come "La favola mia". E non mancheranno "regali" ideati ad hoc per il pubblico napoletano.
sabato 8 giugno 2024
La buona abitudine dell'esser grati
Seneca, filosofo latino, ne scrive la virtù della gratitudine sia nel “De
Beneficiis” sia nelle “Lettere a Lucilio” dove annota: “dimostrare gratitudine è un
bene maggiore per te che per il tuo prossimo; a lui càpita un fatto comune, di
tutti i giorni, riavere quello che ha dato, a te un fatto importante, generato
da uno stato d'animo di intensa felicità, aver dimostrato gratitudine… la
coscienza della gratitudine nasce solo in un animo straordinario e fortunato”.
Qui accanto l'articolo che ho scritto per "Mimì", settimanale della domenica del Quotidiano del Sud. La consegna del premio gratitudine alla senatrice Liliana Segre e la bellissima intervista fattale da Mario Calabresi mi ha suggerito una riflessione sulla buona abitudine di essere grati per quello che si riceve, in cui ho inserito anche l'emozione che mi ha dato la lettura del libro pubblicato nel 2015 da Olivers Sack intitolato proprio “Gratitudine”, in cui lo scrittore, affetto da un cancro, analizza la propria vita e si dice grato “per quanto avevo ricevuto dagli altri, ma anche per essere riuscito a dare qualcosa in cambio…Più di tutto sono stato un essere senziente, un animale pensante, su questo pianeta bellissimo, il che ha rappresentato di per sé un immenso privilegio e una grandissima avventura”. E conclude “Mi sento felice e grato per tutto questo, ma nulla mi tocca come quel cielo notturno pieno di stelle”.
domenica 11 febbraio 2024
Un giallo raccontato a due voci
venerdì 15 dicembre 2023
sabato 17 giugno 2023
Francesco Nuti. La tenerezza che spunta dal passato
Il
cuore dei Giancattivi era lui, Francesco. Tenero, smarrito, ma anche impertinente e
sornione. Esplodeva con quel “Dammi un bacino” o “te la mi mamma la lasci
stare, capito?”.
Quelle frasi le usavamo anche noi, in casa coi fratelli, con la mamma, con gli
amici. Una vita fa.
Un
po’ di vita nostra che fugge via, ora che anche Francesco non c’è più. Ora che il
dolore del suo corpo e della sua anima lo hanno lasciato in pace e finalmente
può tornare un angelo riccioluto, tenero, dallo sguardo ingenuo e a tratti
furbissimo.
Francesco
Nuti è morto il 12 giugno scorso, a 68 anni a Roma. Con grande discrezione gli
amici di una vita, quelli veri, quelli che non fanno passerella ai funerali, lo
hanno accompagnato. E con loro la gente che non ha dimenticato quell’eterno
ragazzo scivolato in un destino avverso proprio quando la vita poteva offrirgli
ancora tutto quello che di bello meritava.
Gli inizi. Il trio cabarettistico dei
Giancattivi (gli altri componenti erano da Alessandro
Benvenuti e Athina Cenci) aveva debuttato alla radio con “Black Out”
ed era diventato popolarissimo con lo spettacolo della Rai “Non stop” e poi con
“La Sberla”, fino a portare il meglio del repertorio anche sul grande schermo
nel 1981 con il film “A ovest di Paperino”.
Un futuro da solista. Nel
1982, Francesco Nuti debuttò come sceneggiatore e interprete di alcuni film
entrati nella storia del cinema italiano (“Madonna che silenzio c'è stasera” (1982), “Io,
Chiara e lo Scuro” (1983) e “Son contento” (1983) e con “Io,
Chiara e lo Scuro” vince anche il David di Donatello ed il Nastro
d'argento come migliore attore protagonista.
Il debutto come
regista. Nel 1985
si cimentò con la regia del film Casablanca, Casablanca (1985), ideale
seguito di Io, Chiara e lo Scuro, grazie al quale vinse il premio come
miglior regista esordiente al Festival internazionale del cinema di San
Sebastián ed il secondo David di Donatello come miglior attore. Seguiranno: "Tutta
colpa del paradiso" (1985), "Stregati" (1986), "Caruso Pascoski" (di padre polacco) (1988), "Willy Signori e vengo da lontano" (1989)
e "Donne con le gonne" (1991).
Francesco cantante. Nel 1988 partecipa al Festival di Sanremo con la canzone “Sarà per te”, in seguito incisa anche da Mina, e, duettando con Mietta, col brano Lasciamoci respirare, composto dal cantautore Biagio Antonacci ed inciso poi nel 1992.
Un momento di impasse. Nel 1994, il suo nuovo film “OcchioPinocchio”,
non ebbe il successo sperato e fino al 2001 Francesco con tenacia, ma forse
senza crederci più tanto, propose “Il signor Quindicipalle” (1998), “Io
amo Andrea” (2000) e “Caruso, zero in condotta” (2001). Cominciò
la depressione, il ricorso all’alcol e ci fu un tentato suicidio. Gli amici gli
erano vicino, lo spronavano. Ma spesso quando si precipita in questo buio
involontariamente si respingono proprio le persone care. Cinque anni dopo l’ultimo
film in cui veste i panni dell'ispettore Francesco De Bernardi, impegnato in un
intricato delitto legato al caso Moro: “Concorso in colpa”.
Incidente domestico. Una terribile caduta per le scale,
in casa, e un ematoma cranico determinano un ricovero d'urgenza. In coma fino
al 24 novembre 2006 Francesco Nuti fu trasferito, per velocizzarne la ripresa,
in un centro di riabilitazione neuromotoria. Nel maggio del 2009 tornò a casa,
ma le sue condizioni non lasciavano sperare in una ripresa totale del suo
organismo: non parlava né camminava. La sua salute così fragile richiese,
spesso, nuovi ricoveri. Il fratello Giovanni e la figlia Ginevra (dal 2017
tutrice del suo papà) si presero cura di lui.
“Madonna che silenzio…” Sporadiche le apparizioni
pubbliche Nel 2011 uscì la biografia “Sono un bravo ragazzo - Andata,
caduta e ritorno”, a cura del fratello Giovanni Nuti. L'11 maggio 2014
partecipò ad una festa organizzata per il suo 59º compleanno dagli amici di
sempre, quali Leonardo Pieraccioni, Carlo Conti, Giorgio Panariello e Marco
Masini, al Mandela Forum di Firenze. Vi presero parte 7.000 persone.
Segno che il suo silenzio non ne aveva cancellato il ricordo e l’affetto.
Il 7 dicembre del 2019, ricevette il Premio
Internazionale Vincenzo Crocitti 2019 "Alla carriera", ritirato per
l'occasione dalla figlia Ginevra. E il 12 giugno l’addio definitivo. Il
silenzio è diventato pace.
Ma per noi, che abbiamo amato le sue espressioni, la sua poesia, la sua voce, la sua creatività nemmeno un film in tv? Un omaggio degno di lui? C’è una testimonianza bellissima di Giovanni Veronesi, di alcuni anni fa,- Vale la pena riascoltarla, clicca qui .
Stefania De Bonis
venerdì 9 giugno 2023
L'omaggio di Renato Zero per l'Emilia Romagna.
Lo abbiamo ascoltato durante il concerto per gli ottant'anni di Albano: è "Non ti cambierei" il brano che Renato Zero ha dedicato all'amico cantante. Oggi quel dono si dilata e ci offre l'opportunità, acquistandolo, di fare un piccolo dono alla popolazione dell'Emilia Romagna. Da oggi, infatti, il nuovo brano di Renato Zero pubblicato esclusivamente per sostenere la popolazione dell’Emilia-Romagna duramente colpita dall’alluvione lo scorso maggio.
Dalle sue pagine social l'artista manda un messaggio:
“Dopo aver festeggiato il mio amico Al Bano con la canzone scritta per lui, “Non ti cambierei”, abbiamo deciso di mettere il brano inedito in rete. Scaricandolo tramite l’acquisto, ciascuno donerà 2 euro in favore della popolazione dell’Emilia-Romagna. La musica così svolgerà due dei suoi scopi principali: riscaldare gli animi e sostenere la ripresa di una Regione così meravigliosamente unica! Grazie a tutti.” Renato
“Non ti cambierei” è disponibile in download unicamente sul sito ufficiale http://nonticambierei.renatozero.com
Il ricavato della vendita del brano sarà interamente devoluto all’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile Emilia-Romagna impegnata nell’aiuto, negli interventi e/o nella realizzazione di opere di recupero, operativa nei territori colpiti dall’alluvione.
domenica 7 maggio 2023
I Comizi d'amore di Vincenzo Incenzo
sabato 29 aprile 2023
Renato Zero. Un pareggio che sa di vittoria
A Roma, in questi giorni, sta per concludersi “Zero A Zero. Una sfida in musica”, il tour che ha confermato (se ce ne fosse stato bisogno) i pregi di Renato Zero, artista che sa rinnovarsi e stupire senza rinnegare sé stesso. Abiti di scena nuovi che giocano con il bianco e il nero delle due anime racchiuse in lui e che si uniscono alla moltitudine di costumi di scena, colorati e luccicanti, che mostra in un video, a sul finale, per un colpo d’occhio su uno spicchio della sua carriera.
Renato Zero è un artista che ha resistito agli assalti del tempo e delle mode, anche perché è stato più veloce di loro. Sempre avanti coi tempi. È l’immagine della libertà tradotta in musica, ma dietro (e si vede) c’è tanta professionalità. Perla rara al tempo di oggi. Di sé confessa, cantando, di essere “solo più esperto e maturo di ieri”. Lo fa nel delizioso duetto dal palco, vestito di nero, con Zero in video, truccato e vestito di bianco. “Zero a Zero” è il brano inedito in cui le due anime “duellanti”, una grintosa, l’altra istintiva, comprendono di non poter fare a meno l’una dell’altra. Ognuna con il proprio spazio di libertà e creatività, condividendo il grande amore per la vita.
UN REPERTORIO VARIO E AMATISSIMO.
Spettatrice di una straordinaria serata al Palasele di Eboli il 23 aprile scorso, provo a fissare alcuni momenti del concerto in cui Renato Zero ha coinvolto, intrattenuto, bacchettato e, soprattutto, interpretato le sue canzoni (circa trenta, se si contano anche i video e i medley) con una voce potente, chiara, inconfondibile. Fare una cronaca delle tre ore è difficile: uno spettacolo di Renato Zero va vissuto, non raccontato. Anche chi non è sorcino o zerofolle, alla fine se ne rende conto.
L’ossatura dello spettacolo:
una sfida musicale
Scorrono, una dietro l’altra le più belle canzoni del repertorio dell’artista. Sono i brani che descrivono quella sfida perenne, fra la natura esuberante e provocatoria e quella più sensibile e riflessiva. Da “Io uguale io” a “Vivo” e a una magnifica “La Favola mia” (interpretata mentre dietro spalle di Renato Zero sono proiettate le immagini degli spettacoli che dagli anni Settanta ad oggi ha portato in giro per l’Italia). Quasi nessuno resta deluso. Ci sono i successi più amati: “Inventi”, “Rivoluzione”, “Via dei Martiri”, “Svegliatevi poeti”, l’acclamatissima “Spiagge”, “Nei giardini che nessuno sa”, “Fortuna”, “Più su”, “A braccia aperte”. Ed ecco il medley con Siamo eroi / Artisti / Sogni di latta / Dimmi chi dorme accanto a me…Applauditissimo. Si diverte Renato, accenna passi di danza e gioca intonando i due brani più ironici: “Ufficio reclami” e il più recente “Troppi cantanti pochi contanti” (tratto dal trittico musicale ZeroSettata del 2020).
EMOZIONI CONDIVISE IN MUSICA
In ogni canzone qualcuno riconosce una parte di sé o il ricordo di un momento vissuto. La voce di Renato Zero tocca ogni corda delle emozioni. Forse il segreto è questo: non si canta insieme una canzone che piace, ma si canta insieme un’emozione condivisa. Così “Amico” diventa una struggente dedica a tutti gli amici volati via, da Ennio Morricone a Raffaella Carrà, da Carla Fracci a Claudia Arvati, da Pino Daniele a Gigi Proietti. Non fa in tempo a inserire il nome di Federico Salvatore fra i nomi che scorrono sullo schermo alle sue spalle ma lo cita alla fine invitando all’applauso.
RENATO E CHARLOT.
Uno dei momenti più belli, oltre all’esecuzione di “Più su”, è la versione di “Magari”, proposta, come lo scorso settembre, da Renato Zero, seduto su una panchina con la flebile luce di un lampione alle sue spalle e pochi spot a illuminare il palco. Un’armonia di immagini (sullo schermo con il tenero incontro fra Charlot e la fioraia cieca, dal film “Luci della città”), musica e voce che sembrano trascinare improvvisamente in una sala cinematografica d’altri tempi. È la magia che sa creare! È l’arte che, come disse Charlie Chaplin non può vivere senza il sentimento.
TRA IL PUBBLICO.
Arriva “Cercami”, che Renato Zero intona con il pubblico, scendendo dal palco fra la gente che, imprudentemente, gli corre incontro costringendolo a tornare su suoi passi. Sarebbe bello invece che ciascuno rimanesse al proprio posto, lasciando l’artista libero di muoversi come desidera. Così come sarebbe bello ascoltare alcune canzoni intonate soltanto da lui. Perché pur interpretandole in modo diverso, negli anni, Renato Zero non è di quei cantanti che stravolgono i brani con i virtuosismi e acuti improbabili. Piuttosto sceglie di farsi accompagnare soltanto dal maestro Danilo Madonia, al pianoforte e proporre un’intensa interpretazione di “Marciapiedi”, “l’università” da lui frequentata.
C’E’ SEMPRE UNA SORPRESA.
GLI OCCHI PUNTATI AL
CIELO.
sabato 22 aprile 2023
Stasera e domani Renato Zero a Eboli con il suo "Zero a Zero"
E ora tocca a Eboli. Renato Zero arriva al Palasele con “ZERO A ZERO – UNA SFIDA IN MUSICA”, prodotta da Tattica. Dopo aver "infiammato", "emozionato", come hanno riferito i giornali, recensendo le sue serate nei palazzetti dello Sport di Firenze, Conegliano, Torino, Mantova, Bologna, Pesaro, Milano e Livorno, approda per due giorni in Campania. Stasera alle 21, zerofolli provenienti da Napoli e dintorni, Caserta, Benevento, Avellino e da altre città meridionali, pronti per lo storico conto alla rovescia chiameranno sul palco del Palasele il proprio beniamino, che donerà generosamente le proprie canzoni, la propria ironia e i propri racconti.
Dello spettacolo, presentato anche su "Napolipost", diciamo soltanto che è costruito diversamente rispetto a 070: è una sfida musicale fra l'eccentrico e colorato Zero e il Renato più riflessivo, sensibile e ostinato. Tutto a colpi di canzone e video. Ma non è la prima volta che l'artista romano si ritrova faccia a faccia con se stesso.Le canzoni più famose del repertorio di Renato Zero, quelle in cui si riconosce l'artista e quelle in cui si riconosce il suo pubblico saranno eseguite anche con il contributo delle vocalist e e del corpo di ballo diretto dal coreografo Kristian Cellini. Sul palco la band e il maestro Danilo Madonia; e "appare" sul fondo, registrata, la grande orchestra diretta da Adriano Pennino che abbiamo visto dal vivo nello spettacolo al Circo Massimo.
E in attesa che anche Napoli possa accogliere una tappa di un suo tour godiamoci queste due uniche date meridionali e chi vuole, può sempre prenotare (se trova ancora biglietti) il gran finale di Zero a Zero a Roma, il 4 maggio.
venerdì 21 aprile 2023
Nel Palazzo Reale di Napoli: Dialoghi intorno a Caravaggio
Gli sguardi di molti cittadini e turisti napoletani, credenti o no, sono attratti dal grande manifesto che riproduce la “Flagellazione”, il dipinto di Caravaggio, in mostra come altre opere di Michelangelo Merisi (Caravaggio) nel Palazzo Reale di Napoli ( 700 metri quadri del piano nobile, uno spazio che finora era stato chiuso al pubblico). La figura che rappresenta Cristo alla colonna, ci introduce per un attimo in quella scena, difronte al suo silenzioso reclinare il capo, sotto i colpi, e la violenza dei due che sfogano su di lui la rabbia e le frustrazioni represse. Nel chiaro scuro tipico della scuola pittorica secentesca, non c’è sangue a macchiare il corpo del flagellato. La drammaticità è in quella silenziosa e lieve torsione del corpo sotto i colpi. Silenzio e solitudine. Una delle più belle opere del Caravaggio, a mio avviso, il pittore del Dio che vive e soffre nella storia degli uomini e parla alle loro coscienze.
L’esposizione di dipinti, dal titolo Dialoghi intorno a Caravaggio ha come fulcro quest’opera, che - pur
non appartenendo alle collezioni reali – è simbolo dell’arte e della pittura
napoletana del Seicento. L’evento è a cura di Mario Epifani e Sylvain Bellenger
direttori rispettivamente del Palazzo Reale di Napoli e del Museo e Real Bosco
di Capodimonte sarà aperto al pubblico fino al 9 maggio.
(stedeb)
lunedì 6 marzo 2023
Parte il tour di Renato Zero. Sfida e soprese
Dopo il successo di "070" al Circo Massimo dello scorso settembre-ottobre, l'artista romano torna nei palazzetti dello Sport. Ma non fidatevi delle scalette che girano sul web. Ogni spettacolo di Renato Zero è una sorpresa e lui giova molto a non far trapelare nulla. Sarà, forse, tradito da quale spettatore che non vede l'ora di condividere sui social qualche notizia, dopo le prime date. Certo è che il faccia a faccia fra l'artista folle e colorato che negli anni Settanta fece capolino sui palcoscenici italiani (e nel mitico tendone di Zerolandia) e l'uomo forte e fragile, osservatore, poeta che ha riempito pagine, trasformando sentimenti ed emozioni. In aprile arriverà anche in Campania, al PalaSele di Eboli (22 e 23 aprile) e ne riparleremo qui, come sempre. Per altre informazioni si può far riferimento al sito ufficiale dell'artista.
Il Presidente Mattarella ricorderà don Diana nella sua terra
Una esecuzione a effetto, decisa per il giorno dell'onomastico di don Giuseppe Diana, 36 anni. Quattro colpi al volto e al petto. Il clan dei casalesi volle punire il sacerdote anticamorra, autore di un documento coraggioso, Per amore del mio popolo non tacerò, diffuso tre anni prima in molte chiese del Casertano, per sensibilizzare le coscienze sulla pina della criminalità organizzata. Quel giorno di marzo, 29 anni fa, come disse don Antonio Riboldi, "è morto un prete, ma è nato un popolo".
sabato 25 febbraio 2023
Un libro sulle canzoni più belle di Lucio Dalla
Per gli 80 anni dalla nascita di Lucio Dalla, le edizioni Interlinea hanno pubblicato il volume Lucio Dalla. Le più belle canzoni commentate dal critico musicale Paolo Jachia. Canzoni indimenticabili che hanno contrassegnato anche la mia vita, ascoltate e cantate anche con mia madre, a cui piacevano tanto. A volte di fronte a certi repertori non si sa mai quale canzone sia la più bella. In questo lavoro editoriale c'è anche un ricordo di Vito Mancuso, teologo, che fu amico del cantautore bolognese.
sabato 31 dicembre 2022
Ciao, papa Benedetto
Tanti fedeli piangono oggi la morte di Benedetto XVI. Quelli che hanno compreso la sua vera natura. Quelli che hanno scoperto che l'immagine che trapelava dalla stampa era solo un cliché. Molti si sono fermati all'immagine che la stessa chiesa non ha mai smentito, per convenienza. Molto dolce, umile, capace di rafforzare nella fede, in un momento in cui la Chiesa aveva cominciato a mostrare le sue crepe, ataviche, a lungo nascoste, profonde. Ha visto il dolore, ma ha anche parlato di gioia nella fede. Il 5 gennaio l'ultimo saluto a papa Ratzinger, all'insegna della semplicità.
Per me la sua morte è un grande dolore, ma proprio grazie a quanto ha scritto e detto, e grazie ai miei passi nella fede, sento che quella gioia di cui ha sempre parlato è esplosa per lui in tripudio di luce e consolazione. Solo Dio ci conosce fino in fondo. Benedetto XVI è stato tante volte giudicato e frainteso. Per ignoranza, più che per cattiveria.
Quella sera a Napoli l'8 settembre 2004
La prima denuncia pubblica, da decano del collegio cardinalizio
(...) Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci (cfr. Mt 8, 25). E poi la sua preghiera: Signore, spesso la tua Chiesa ci sembra una barca che sta per affondare, una barca che fa acqua da tutte le parti. E anche nel tuo campo di grano vediamo più zizzania che grano. La veste e il volto così sporchi della tua Chiesa ci sgomentano. Ma siamo noi stessi a sporcarli! Siamo noi stessi a tradirti ogni volta, dopo tutte le nostre grandi parole, i nostri grandi gesti. Abbi pietà della tua Chiesa: anche all’interno di essa, Adamo cade sempre di nuovo. Con la nostra caduta ti trasciniamo a terra, e Satana se la ride, perché spera che non riuscirai più a rialzarti da quella caduta; spera che tu, essendo stato trascinato nella caduta della tua Chiesa, rimarrai per terra sconfitto. Tu, però, ti rialzerai. Ti sei rialzato, sei risorto e puoi rialzare anche noi. Salva e santifica la tua Chiesa. Salva e santifica tutti noi.

























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